|
Suessola era un centro osco e poi romano
di una certa importanza di cui si conosce la storia e l'esatta
ubicazione. Purtroppo la cittadina non è mai stata scavata
integralmente. Una prima scoperta di Suessola si ebbe alla fine dell'800
per iniziativa del Barone Spinelli, proprietario dell'area. La
riscoperta si è avuta grazie ad alcune campagne di scavo fra la fine
degli anni '90 e gli inizi del 2000. Da allora Suessola ha subito un
nuovo oblio e gli scavi giacciono nel degrado più completo...

La
storia
La
cittadina di Suessola o Suessula era ubicata nella parte settentrionale
del centro di Acerra, lungo la strada che conduce a Maddaloni, al di
sotto di un palazzo ottocentesco in rovina conosciuto come Casina
Spinelli. La città fu di chiara origine osca. Tuttavia il territorio fu
teatro di varie dominazioni, determinate non solo per la sua particolare
posizione geografica (era attraversato dalla via Popilia, la strada
antica più importante del meridione), ma anche per la ricchezza del
suolo. Dopo gli Osci furono gli Etruschi a dominare questo territorio,
facendo di Acerra e Suessula due delle dodici città dell'insediamento
campano. Saccheggiata e ricostruita, nel 339 a.C. Suessula passò ai
Romani che ne fecero una "Civitas sine sufragio" con una struttura
urbanistica evoluta e fastosa. Nell'880 la città fu distrutta dai
Saraceni e venne così esposta a varie lotte di dominio tra i ducati di
Benevento, Napoli e il principato di Capua. Nell'alto medioevo, l'intero
territorio, divenuto paludoso e malsano per le continue inondazioni del
fiume Clanio, venne spopolato ed abbandonato.

Nel 1778
la nobile famiglia Spinelli, proprietaria della tenuta di Calabricito
dove sorgeva la città di Suessola, dispose l'edificazione di una casina
per intrattenere il re Ferdinando IV di Borbone durante il periodo di
caccia. Questa casina, chiamata Casino Spinelli, sorse proprio su una
parte dei resti di Suessola tanto che il barone Spinelli di Scalea,
negli anni tra il 1878 e il 1886, sottopose la città antica di Suessula
ad una significativa campagna di scavi, durante i quali vennero
rinvenuti numerosi reperti archeologici, anche di epoca diversa. Furono
portate alla luce numerose sepolture della necropoli. Altri scavi
vennero eseguiti nel 1901 portando alla luce parte del foro e di una
strada lastricata. I reperti vennero esposti all'interno del Casino
Spinelli ove venne creato un vero e proprio museo, meta di molti
studiosi. Il museo restò tale fino alla seconda guerra mondiale quando
il Casino Spinelli venne requisito prima dalle truppe tedesche e poi da
quelle alleate. Fortunatamente questo provocò poche perdite grazie alla
donazione dell'intera collezione allo stato. I reperti vennero così
portati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove in buona parte
sono conservate nei depositi.

Le campagne di scavo
degli ultimi anni
Dopo gli scavi del barone
Spinelli, ormai non più visibili da decenni, si riparla di scavare
Suessola negli anni '90. Nel 1996 iniziarono una serie di piccoli
saggi e carotaggi. Fra il 1999 ed il 2002 Suessola ha visto la sua
riscoperta grazie ad alcune campagne di scavo portate avanti dal
Dipartimento di Beni Culturali (prof. Luca Cerchiai) in collaborazione
con la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta (dott.ssa
Daniela Giampaola). La prima campagna del 1999 è stata la più
importante sia per risultati sia per estensione, tra il 2000 e il 2001
sono stati condotti puntuali interventi di verifica e di
approfondimento stratigrafico. Solo nel 2002 si è compiuta una nuova
ed estesa operazione di scavo volta alla definizione di alcuni nodi
urbanistici relativi al tessuto della città romana. Lo scavo ha
comunque messo in luce una porzione limitata della piazza del Foro ed
alcuni edifici pubblici (la basilica) che si affacciano su di essa.
Dai dati di scavo sembra che la Suessola romana abbia raggiunto il suo
momento di massima vitalità politica ed economica nel corso del II-I
sec. a.C., periodo in cui fu dedotta da Silla una colonia. Dopo il
progressivo abbandono dell'area pubblica tra il V e il Vi sec. d.C.
Suessola ha un nuovo periodo di vitalità tra l'VII e il IX sec. d.C.
quando diviene sede di un Gastaldato longobardo ed è contesa tra i
Bizantini del Ducato di Napoli e i Longobardi del Principato di Capua
e del Ducato di Benevento. Dopo un breve periodo di abbandono,
Suessola si riduce ad un villaggio di capanne che si sviluppa tra l'XI
e il XII sec. d.C. fino a decadere definitivamente.

Il Casino Spinelli
Il fabbricato conosciuto come Casino Spinelli ha
ospitato per diversi decenni i reperti rinvenuti a Suessola dal barone
Spinelli. L'edificio ha una sua importanza storica ma al momento è in
condizioni fatiscenti e di estremo degrado e nessun progetto ne
contempla il recupero. Il Casino Spinelli è suddiviso in varie parti:
l'edificio residenziale che si osserva dinanzi agli scavi è la casina
vera e propria; alle spalle è la superba torre, oltre la quale è la
casa per foresteria e servitù e le stalle con i magazzini che chiudono
la corte. La casina è un edificio con scheletro in muratura
tradizionale, caratterizzato da una "rete murale", formata da maglie
chiuse che delimitano gli ambienti interni. Il primo corpo
dell'edificio è stato edificato a pianta longitudinale nel 1778 e
presenta al piano terra una serie di locali e una cappella ad uso
privato. Al primo piano (costituito da ambienti rettangolari che
affacciano sul cortile) vi sono una serie di sale, comunicanti tra
loro, coperte con volta a vela. Al secondo livello abbiamo sale
caratterizzate dalla tipologia detta "a schifo". Due stanze del primo
piano, in particolare, si differenziano per la loro forma ellittica e
per la visuale verso l'esterno indipendente dalle altre.
Probabilmente, questi due ambienti sono stati progettati in questo
modo proprio per ospitare il Re di Napoli. Il terzo livello è
caratterizzato da un ampio terrazzo che ricopre l'intera casina. Il
lato orientale del complesso è addossato ad una torre la cui struttura
sembra di epoca Medioevale, forse longobarda. Sempre sul lato
orientale, la struttura è completata da una casa rustica per i
"fittavoli". Qui le stalle e i magazzini si presentano come corpo
indipendente, il livello del calpestio è ribassato rispetto a quello
della corte, ed esprime una volontà di separare nettamente la vita
lavorativa da quella ricreativa del giardino. Il cortile di pianta
quadrata, un tempo destinato a giardino, è chiuso sull'ultimo lato da
ruderi di fabbrica romana, che per la particolare disposizione ricurva
fanno pensare che apparterebbero all'antico anfiteatro della città di
Suessola. Dopo essere stata sede delle truppe tedesche prima e
di quelle alleate poi durante la seconda guerra mondiale, il complesso
ospitò negli anni sessanta una comunità di handicappati. Il degrado
avanzante ha portato nel gennaio 1994 ad un crollo che ne ha
compromesso la struttura muraria. Da allora è lasciata in uno stato di
grande abbandono, tranne per la foresteria occupata da privati.
L'edificio è tutelato dalla legge 1 giugno 1939, n. 1089 ed è
riconosciuta come bene di interesse storico-archeologico ai sensi
dell'articolo 1, quinto comma, lettera m) del Decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e successive modificazioni.

La situazione attuale
Dopo il termine dell'ultima campagna di scavo le
strutture portate alla luce sono rimaste protette da una tettoia in
lamiera. Col tempo la tettoia è stata divelta da fenomeni atmosferici.
Attualmente gli scavi sono coperti completamente da erbacce e detriti,
la tettoia non esiste più, il recinto che li racchiude è in più punti
cadente. Insomma Suessola dopo la riscoperta è tornata nuovamente
sotto terra! Il Casino Spinelli è invece sempre più in condizioni
fatiscenti.

Il futuro
Al momento nessuna iniziativa sembra in cantiere per
questa località: gli scavi sono fermi sebbene i progetti per la
creazione di un parco archeologico si sprechino, rivelandosi però
finora solo belle parole.
 |
|
MARZO
2009
Dopo diverso
tempo, gli scavi sono stati risistemati, le lamiere smontate,
la recinzione rifatta completamente, l'erbaccia eliminata.
Sono stati posati due pannelli didattici ed il primo lotto del
parco archeologico sarà visitabile su prenotazione dal 18 al
26 aprile 2009 nel corso della Settimana della Cultura.
NOVEMBRE
2007
Finiti i
finanziamenti e gli scavi tornano nell'oblio. Finora sono
venuti alla luce parte della basilica, del foro romano,
una porticus, un sacello ed un tratto dell'antica strada
lastricata. Ora si attendono nuovi sviluppi. SETTEMBRE
2007
Arrivano i
fondi! Il Ministero dell'Economia e Finanze ha concesso
150mila euro al comune di Acerra per «interventi diretti a
tutelare l'ambiente e i beni culturali e a promuovere lo
sviluppo economico e sociale del territorio». Il finanziamento
servirà sia per l'avvio della realizzazione del parco
archeologico di Suessola che per l'inizio delle procedure di
acquisizione al patrimonio comunale della Casina Spinelli.
GIUGNO 2007
Gli scavi a
Suessola sono effettivamente ripresi. Il cantiere di scavo è
in piena attività ed ora attendiamo i risultati dello scavo e,
si spera, un'effettiva risistemazione dell'area affinché
diventi fruibile. MARZO 2007
Nel corso di un convegno tenutosi ad Acerra il 23 marzo
scorso, è stata annunciata la riapertura del cantiere di scavo
a Suessola. Ecco il comunicato stampa che delinea una
situazione rosea con la creazione di un parco archeologico. La basilica, il foro romano una porticus, un sacello ed un
tratto dell'antica strada lastricata: questo è quello che
l’antica Suessola restituirà dopo l’opera di scavo che partirà
subito dopo Pasqua. Gli archeologi saranno all’opera su un
ettaro di superfice che costiuirà il primo nucleo di un parco
archeologico visitabile a partire dal prossimo autunno. Ad
annunciarlo è stata la funzionaria della soprintendenza
archelogica di Napoli Daniela Giampaola, responsabile per
Acerra e per il centro storico napoletano nel corso del
convegno sui parchi archeologici organizzato dalla locale
sezione dell'Archeoclub nel Castello baronale di Acerra.
L'intera area sarà dotata di parcheggio per le auto, di
biglietteria e di un'area di sosta attrezzata per i visitatori
del parco. E il Comune rilancia puntando alla creazione di un
parco urbano d'interesse regionale di circa 150mila metri
quadri: «Entro un anno se la Regione ci autorizza si potrebbe
realizzare, noi abbiamo già affidato a Sviluppo Italia lo
studio di fattibilità», spiega il sindaco di Acerra Espedito
Marletta. All'interno dell'area protetta al confine con
Maddaloni e Marcianise, nel casertano, verrebbero recuperati
l'antica Casina Spinelli, i mulini ad acqua, le masserie e le
sorgenti che alimentavano fiumi e canali. «Avete un tesoro tra
le mani: qui c'è un paesaggio libero che ripropone quello di
2000 anni fa e questo è un caso unico in Italia», esorta
Walter Mazzitti, presidente nazionale dell'Archeoclub. Le
campagne di scavo a Calabricito ripresero dopo un secolo nel
1999. Finora sono stati portati alla luce parte del foro
romano, alcuni edifici pubblici «che non hanno nulla da
invidiare a quelli di Pompei», rivela il docente universitario
Luca Cerchiai. Nel prossimo autunno, poi, insieme con il primo
nucleo di parco archeologico probabilmente sarà inaugurato
anche il museo archeologico nel castello baronale.
|