Le schede sui musei della Campania sono in fase di stesura. Prossimamente sarà possibile accedervi.

LE SCHEDE DEI SITI ARCHEOLOGICI DELLA CAMPANIA: CLICCA SULLA PROVINCIA CHE TI INTERESSA NELLA CARTINA QUI SOPRA

Per segnalare variazioni o nuovi inserimenti scrivere a info@archemail.it

LE MOSTRE ARCHEOLOGICHE IN CORSO NEI MUSEI DELLA CAMPANIA

> IN MOSTRA A BISACCIA (AV)

 

Alle Origini degli Irpini. Genti aristocratiche della  Campania antica

 

Nel Castello Ducale di Bisaccia (AV) il sindaco M. Arminio e il Soprintendente M. Nava inaugureranno il giorno 29 c.m., alle ore 18,30, la mostra archeologica "Alle Origini degli Irpini. Genti aristocratiche della Campania antica", allestita dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Salerno e Avellino, con il finanziamento del Comune di Bisaccia.

L'esposizione illustra, in sequenza cronologica, le straordinarie testimonianze archeologiche relative ad una delle comunità - quella stanziata a Bisaccia - che popolavano in età protostorica le fertili alture della valle dell'Ofanto.

Una scelta dei reperti significativi provenienti dalla necropoli in loc. Cimitero Vecchio permette al visitatore di cogliere gli aspetti salienti della cultura di Oliveto Citra - Cairano, alla quale la comunità di Bisaccia apparteneva, mostrando le profonde trasformazioni intervenute nell'arco di tempo che va dall'età del Ferro al periodo Orientalizzante (dalla fine del IX - alla fine del VII sec. a.C.).

Campeggiano nell'esposizione alcune sepolture di spicco, che bene evidenziano, nell'abbondanza e nello sfarzo dei materiali del corredo funerario, siano essi monili, oggetti ceramici o di metallo, l'elevato livello sociale raggiunto dalle élites nell'ambito della comunità. Quanto mai rappresentativa in tal senso è la tomba della "principessa", della quale si espone la ricostruzione. Oltre ad una straordinaria serie di gioielli di bronzo, la defunta indossava un raffinato abito impreziosito da oltre duemila borchiette di bronzo; il suo appariscente corredo comprendeva, accanto a vasi d'impasto, pregiati recipienti in bronzo di produzione etrusco-campana. La misura dell'importanza delle scoperte della necropoli di Cimitero Vecchio è a ben ragione racchiusa nell'immagine dell'aristocratica defunta, emblema delle più antiche gentes della valle dell'Ofanto.
 

> IN MOSTRA A NAPOLI (NA)

 

PITTURA POMPEIANA

 

Riapre al pubblico la collezione delle pitture del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, un repertorio di affreschi, unico al mondo, restituiti dalle città vesuviane distrutte dall’eruzione del 79 d.C.
Questo eccezionale patrimonio, circa 400 opere, documenta la pittura di età romana, nella sua evoluzione e varietà, dal II al IV stile: dalle più sobrie pitture a incrostazione alle megalografie di Boscoreale in cui principi, filosofi e personificazioni si stagliano su un rosso pompeiano, indubbia eco della grande arte ellenistica, dalle architetture illusionistiche per incantare l’élite, fino ai più raffinati arabeschi dall’accattivante leggerezza e popolati di eroti, satiri, ballerine sospese nell’aria.
Colori antichi e dettagli mai visti, svelati grazie all’attività di pulitura e revisione dei recenti restauri, hanno consentito ai maggiori specialisti del settore di compiere nuove scoperte: confermare o rivedere le correnti interpretazioni iconografiche, ricostruire i contesti di provenienza all’interno di programmi figurativi più ampi, approfondire generi peculiari come la pittura popolare o il ritratto e, inoltre, indagare tutti gli aspetti della tecnica pittorica e dell’organizzazione dei cantieri.

L’esposizione, a cura di Mariarosaria Borriello e Valeria Sampaolo, consente anche di compiere un viaggio per immagini attraverso il mondo greco-romano: dagli dèi ed eroi del mito ai rituali del sacro, dalle scene di vita quotidiana fino all’erotismo, dai ritratti agli incunaboli della natura morta e del paesaggio. Il linguaggio delle immagini permette di considerare queste pitture non solo dal punto di vista stilistico e formale, ma anche e soprattutto in ragione del loro essere espressione di un immaginario collettivo forse non troppo lontano.

Sede: Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Periodo: fino al 31 dicembre 2010
Orari: Dalle 9 alle 19.30. Chiuso martedì
Tariffe: 10 euro intero; 6,75 euro ridotto; il Museo è inserito nel circuito Campania Artecard
Prenotazione obbligatoria per gruppi, scuole e visite didattiche:tel. 848800288 - + 39 081 4422149
 

LE ULTIME NOTIZIE SUI SITI ARCHEOLOGICI E SUI MUSEI DELLA CAMPANIA

APRE A NOCERA INFERIORE IL NUOVO MUSEO DELLA DIOCESI

Il nuovo museo sorge all'interno della Curia vescovile di Nocera Inferiore (Via Vescovado), un edificio storico restaurato del XVIII secolo, già sede del Seminario Diocesano. Esso occupa gran parte del piano terra con circa 180 mq  di spazio, divisi in 4 ambienti.

La sua istituzione è stata fortemente voluta dal vescovo della Diocesi Mons. Gioacchino Illiano, in una costante e progressiva opera di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale dell'intera Diocesi. La storia della Chiesa nocerina è lunga ed autorevole. La sua fondazione si deve a san Prisco nel IV secolo, ricordato dallo stesso san Paolino da Nola, rappresentando una delle prime istituzioni del Cristianesimo in Campania. E proprio al santo fondatore è dedicata l'intestazione del nuovo museo. Racchiudere quindici secoli di storia in un museo è impresa impossibile e improponibile, ma il museo è un'istituzione per conservare le memorie e le opere in un momento comune di fede e di arte. E l'ordinamento tiene lo sguardo proprio a questa specificità religiosa. Non a caso ci sarà uno spazio dedicato a S.Alfonso de' Liguori. Saranno esposti numerosi argenti liturgici, fra cui pezzi prestigiosi come il calice gotico del XIV secolo e la croce astile del XV secolo. Non mancheranno dipinti importanti del Cinquecento, del Seicento e due tele di Michele Ricciardi.

La nascita di un nuovo museo è sempre un evento importante da salutare con soddisfazione ed interesse. Nel nostro caso presenta anche un valore aggiunto in quanto rappresenta sicuramente un nuovo tassello della crescita culturale che si registra nell’intero Agro negli ultimi anni. In questa ottica un contributo specialistico è stato fornito dalla Soprintendenza BAPPSAE di Salerno e dal Patto Territoriale per lo Sviluppo dell’Agro.

 

SCAVI DI POMPEI: SU PRENOTAZIONE VISITE A CASA DI MENANDRO, CASA DEGLI AMORINI E TERME SUBURBANE

A partire dall’1 novembre la Casa del Menandro, le Terme Suburbane e la Casa degli Amorini, fra i siti più importanti degli Scavi di Pompei, saranno visitabili solo su prenotazione on line (al sito www.arethusa.net). Sia la Casa del Menandro (grande dimora con il nome dal commediografo greco raffigurato in una delle nicchie del peristilio) che le Terme Suburbane (imponente impianto di età Augustea) e la Casa degli Amorini dorati sono state restaurate e riaperte al pubblico nel 2002. L’accesso ai siti è contingentato per orari e numero di visitatori: Casa del Menandro, visite sabato e domenica dalle 14 alle 16 da novembre a marzo, fino alle 17 da aprile a ottobre. Per ogni turno di visita sono ammesse 30 persone; Terme Suburbane, visita tutti i giorni solo su prenotazione dalle 10 alle 13.30 (20 le persone ammesse ad ogni turno). Casa degli Amorini dorati, visita tutti i giorni dalle 9 alle 16 da novembre a marzo, fino alle 18 da aprile a ottobre (massimo 20 persone a turno). La visita è inclusa nel prezzo del biglietto all’area archeologica.

 

APERTO IL NUOVO MUSEO DEGLI ETRUSCHI A PONTECAGNANO (SA)

La superficie impegnata per le esposizioni è pari a 1800 metri quadri, cinque volte più esteso è lo spazio occupato dai tre piani dell’edificio. C’è un Auditorium capace di 200 posti, un laboratorio di restauro, sale per mostre temporanee, una postazione per internet, la Biblioteca. Per la realizzazione e l’allestimento del contenitore si sono spesi 13 milioni di euro, somma finanziata sia dal Ministero per i Beni Culturali (10,5 milioni) sia dalla Regione Campania. Oltre ai materiali conservati nei depositi, in mostra ci sono duemila reperti archeologici in quaranta vetrine. Questi, i numeri de «Gli Etruschi di frontiera» il nuovo Museo archeologico, diretto da Angela Iacoe, inaugurato a Pontecagnano Faiano. Un’area, quella di Pontecagnano, su cui la prima presenza umana fissa è stata datata al 1000 a.C., allorché la zona fu scelta da popolazioni dell’Etruria marittima, la Maremma toscana, per le sue caratteristiche geo-morfologiche e per la possibilità di controllare i traffici marittimi. Un insediamento che si sviluppa in maniera eccezionale e dove la cultura, nel periodo Orientalizzante (VIII-VII secolo a.C.), viene influenzata dalle raffinate manifestazioni artistiche originate in Oriente e in Grecia. Il potere è in mano a grandi famiglie aristocratiche in cui spiccano principi e principesse che hanno stili di vita raffinati e lussuosi, così come testimoniano i corredi funerari finemente lavorati, oltre a quelli esotici provenienti da Fenicia, Asia Minore, Cipro. Pontecagnano ben presto ha smesso la sua primitiva veste di insediamento agricolo per rivestire il ruolo di centro commerciale ed emporio per tutte le città dell’entroterra. Poi, la presenza degli Etruschi che, tra il VI e il V secolo a.C., fanno sentire tutta la loro influenza culturale. Quindi, la romanizzazione della piana del Sele con la fondazione della colonia latina di Paestum, nel 273 a.C., e la deportazione a Pontecagnano da parte dei Romani di un nucleo di Piceni dalla costa adriatica. Nasce così Picentia, centro che sarà messo a ferro e a fuoco dalle legioni per essersi alleato con Annibale.

All’interno del museo archeologico la Soprintendenza di Salerno ha raccolto quarant’anni di scavi, una magnifica selezione dei circa ottomila corredi funerari dalla prima età del ferro all’epoca romana. Occasione unica per conoscere da vicino forme di religiosità e vita quotidiana di questo mondo.

 

APERTO IL NUOVO MUSEO ARCHEOLOGICO DI CAUDIUM A MONTESARCHIO (BN)

E' stata finalmente aperta una prima sezione del museo archeologico nazionale nel castello di Montesarchio. Nelle vetrine predisposte in alcune sale del castello, sono stati messi in mostra reperti di scavi di tomba dell'età del ferro, un contenitore che contiene reperti di scavo della tomba 2217 di Montesarchio. Oltre all'esposizione di parte di quanto ritrovato in tanti anni di scavi lungo l'Appia ma anche in altre zone periferiche di Montesarchio, sono state realizzate ed esposte una sagoma in legno di una figura umana con riproduzione di gioielli, collocata accanto ad una vetrina a torre che conterrà gioielli ed ornamenti originali. Poi, è possibile ammirare la parte di falda di tetto di un tempio ed una sfinge.