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rosasera
 Regione: Campania
Prov.: Napoli
Città: Nola
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Inserito il - 23/01/2008 : 20:45:36
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Archeologia e volontariato, un connubio in grado di valorizzare e riportare alla luce migliaia di reperti archeologici che sembravano inevitabilmente abbandonati. Si tratta di oltre trecento casse di frammenti: coppe, anfore, lacrimatoi ed altri oggetti votivi o d'uso comune, emersi durante le campagne di scavo che hanno interessato, negli ultimi cinque anni, il Teatro Romano di Teano. Un lavoro delicato, pieno di soddisfazioni e spesso sorprendenti scoperte, portato avanti ormai da tre mesi da un gruppo di venti giovani studenti universitari ed esperti in conservazione e catalogazione in beni culturali. Tutti appartenenti alle Pro Loco di Teanum Sidicinum e Vairano Patenora. A lanciare l'idea, subito raccolta e favorita archeologo Francesco Sirano anche responsabile del museo nazionale sidicino, è stato il presidente della Proloco Antonio De Simone. «Sapevo di quei frammenti - dice De Simone con un filo di legittimo orgoglio - ma non ne conoscevo la quantità e lo stato di conservazione. L'unica notizia certa era l'esistenza di un buco nella legge che regola i finanziamenti europei». Il loro recupero, che comunque comporta un grosso impiego di tempo e personale qualificato, infatti, non è contemplato tra le voci dei fondi europei destinati agli scavi e al recupero di reperti, come dire, integri ed immediatamente fruibili. Il laboratorio è stato allestito in uno spazio dell'antico loggione della Cavallerizza che sovrasta il museo. Si procede a fasi d'avanzamento. Il primo stadio è quella del lavaggio dei singoli frammenti. E nel modo più semplice possibili: con acqua e spazzolone. I pezzi lasciano così la «brandina di lavaggio» per essere messi ad asciugare per sgocciolamento. Il lavoro successivo è quello della suddivisione per parti omogenee. Tutte le anse con le anse, i bordi superiori delle coppette in un solo contenitore; così come per i fondi e tutto il resto. Ogni passo progressivo è accompagnato da un'opera di catalogazione, misurazione, disegno e reportage fotografico. Lo scopo è certamente quello di giungere alle fasi finali di ricostruzione, consolidamento e integrazione. Ogni singolo frammento rinvenuto, infatti, può fornire informazioni utili ed esclusive a tutta la «filiera archeologica» e persino a studiosi d'altri campi, da quello alimentare a quello medico, per l'analisi interdisciplinare, per esempio, degli usi alimentari e delle patologie di cui potevano essere affette le popolazioni osco-romane. Si può arrivare a questo, ma l'obiettivo più ambizioso del responsabile del Museo e dei volontari è quello di giungere, frammento dopo frammento, al recupero di reperti da inserire tra le sue già cospicue collezioni di testimonianze perfettamente conservate e provenienti dagli scavi nel centro antico e del territorio di Teanum Sidicium. È già previsto, tra l'altro, che il Museo possa ospitare anche una sezione dedicata agli scavi urbani e quindi dagli oggetti recuperati, anche con quest'ultima opera dei giovani volontari, dal teatro romano.
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