Torna alla pagina precedente

SCHEDA INFORMATIVA A CURA DI ARCHEMAIL

Comune: SAPRI (Sa)
Sito archeologico: Resti di villa romana
Ubicazione: Località Santa Croce, sul litorale
Ente di riferimento: Soprintendenza Archeologica di Salerno
Modalità di visita: Liberamente visibile
Cenni storici:

Poco si conosce delle origini di Sapri: forse è la Scidro, abitato di cui parla Erodoto e dove nel 510 a.C. si rifugiarono profughi di Sibari dopo la distruzione della città da parte dei Crotonesi; potrebbe anche trattarsi invece di Sapròs, importante porto naturale voluto da coloni greci intorno al V sec. a.C. Altre fonti parlano di Cesernia o Cesarana, centro di età romana poi scomparso, o di Avenia, antico centro etrusco. Di certo il luogo in cui oggi sorge Sapri ha sempre avuto una grossa importanza nell'antichità per la sua posizione strategica al centro del golfo di Policastro, finendo per essere frequentata con continuità dall'età del bronzo a quella romana. Le uniche tracce risalgono appunto al periodo romano. 

Illustrazione del sito:

La villa romana di Santa Croce è stata di recente oggetto di scavi. L'edificio risale alla fine del periodo repubblicano (I secolo a.C.), ma la sua frequentazione giunge sino al V secolo d.C. Si tratta di una villa marittima che si estendeva per circa 7000 mq su terrazze lungo il fianco della collina fino al mare ove doveva essere anche un approdo. Già a vista nel '700, nel corso del tempo ha subito diverse spoliazioni e purtroppo molto è andato perduto. Alla villa erano annessi un impianto termale ed un teatro. A ridosso della zona termale, un ampio cortile colonnato (peristilium) pavimentato in cocciopesto e decorato con tessere di mosaico, di notevole effetto scenografico. Nell'area del cortile, un giardino (viridarium) ed una fontana rivestita di cruste marmoree. Il complesso era dotato di un sistema di canalizzazione delle acque piovane e termali di eccezionale fattura, ancora oggi efficiente. Sono altresì visibili alcuni tratti della tubazione in piombo del sistema idrico (fistulae). Gli ambienti al coperto presentano pavimenti a mosaico con decorazione parietale del IV stile. Sinora sono riconoscibili tre fasi edilizie, databili tra il I secolo a.C. e il III d.C. Visibili anche le tracce di un restauro-ristrutturazione di età imperiale. Le strutture murarie di età repubblicana sono in opus incertum, eseguite con malta e calcare locale; quelle di età imperiale presentano, nel conglomerato cementizio, scaglie di mattoni. E' presente anche un tratto di murazione in "opera listata" (o vittata) a filari alterni in tufo e in mattoni di argilla. Sul litorale, una serie di cinque ambienti a volta (le "Camerelle", in origine circa 20) probabilmente adibiti a magazzini, e i resti del molo (le cosiddette "Pile"), con una struttura a casseformi colmate con gettate di opera cementizia e concatenate insieme. La vastissima platea che si estendeva dinanzi alle "Camerelle", con funzioni di banchina, risulta ora sommersa. A ridosso delle strutture portuali, alcuni ambienti ipogei sui quali come terrazzo dalla pavimentazione in opus spicatum.

Da ricordare anche i pochi resti di un mausoleo funerario romano in località Carnale ed un cippo funerario romano posto in piazza Plebiscito e riferito ad un certo Lucio Sempronio Prisco, magistrato morto in giovane età.

Note:  

IMMAGINI DEL SITO

 

Torna alla pagina precedente

Non si assume alcuna responsabilità per eventuali difformità da quanto riportato in questa pagina