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SCHEDA INFORMATIVA A CURA DI ARCHEMAIL

Comune: RICIGLIANO (Sa)
Sito archeologico: Ponte romano
Ubicazione: non definita
Ente di riferimento: Soprintendenza Archeologica di Salerno
Modalità di visita: Liberamente visibile
Cenni storici:

Ricigliano ha un’origine molto antica: i primi insediamenti risalgono all’epoca preistorica, come attestano i vari reperti rinvenuti sul territorio del comune. Di particolare interesse sono alcune tombe a fossa rinvenute nella contrada Cutruzzone o Cutruzzole. Fu edificata dai Greci, i quali dalla città di Tegna nel Peloponneso vennero in epoca remotissima a popolare la Lucania, di cui formò sempre parte. In tempi storici Ricigliano fu un vicus della vicina Volcei (Buccino). Sotto i Romani era una città piuttosto importante a giudicare dal fatto che fu eretta a colonia latina. Tra i reperti di questo periodo è da segnalare, in località Santa Maria, la presenza di resti di una villa rustica romana. Alarico re dei Goti distrusse dalle fondamenta l’antica Ricigliano e disfece persino i sette suoi casali che portavano il nome di S. Elia, S. Calogero, S. Jorio, S. Janni, S. Leucio, S. Pietro e San Zaccaria; i quali non furono più edificati. Il paese si costituì in feudo al tempo dei Normanni, nel XII secolo, quando il suo territorio fu affidato a Tancredi di San Fele. Nel secolo successivo l’imperatore Federico II indicò anche Ricigliano tra i borghi che dovevano contribuire a riparare il castello di Buccino. Dopo essere stato appannaggio di Pandolfo Fasanella e di altri feudatari, Ricigliano passò ai D’Alemagna e in seguito alla famiglia Caracciolo con Giacomo, marchese di Brienza. Intorno alla fine del XVII secolo, a seguito di un’asta bandita dal sacro Regio Consiglio, divenne feudataria del paese la famiglia De Marinis, alla quale il territorio rimase fino all’ultimo titolare Michele. .

Illustrazione del sito:

Di grande interesse storico è il Ponte di Annibale, il ponte che fu fatto costruire da Annibale per consentire al suo esercito di attraversare il fiume Platano. Il ponte ha resistito a tutte le piene della storia e, tutt’oggi, sono visibili l’arcata principale e quella secondaria.

Note:  

IMMAGINI DEL SITO

 

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