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SCHEDA INFORMATIVA A CURA DI ARCHEMAIL

Comune: POSITANO (Sa)
Sito archeologico: Resti di villa romana
Ubicazione: Isolotti de Li Galli
Ente di riferimento: Soprintendenza Archeologica di Salerno
Modalità di visita: Gli isolotti sono privati e quindi non visitabili senza il permesso dei proprietari. Comunque alcuni resti sono visibili da mare.
Cenni storici:

Sulla costiera amalfitana, parte occidentale del sinus paestanus, già teatro di episodi salienti del periodo di transizione fra il Paleolitico Superiore e il Mesolitico italiano come prima accennavamo, nacquero in età romana ville di lusso. Su queste coste, che avevano visto anche un intensa frequentazione fin dall’egemonia etrusca sul mar Tirreno, al suo declino e al prevalere del commercio greco, al desiderio dei Romani di controllare le rotte da e per il Lazio, le ville dette appunto maritimae perché accessibili solo dal mare, mentre nell’entroterra le ville rustiche sfruttavano il territorio circostante, presentavano una distribuzione sparpagliata dei vari ambienti, imposta d’altronde dal frastagliamento stesso della costa.
Per Vitruvio, il famoso architetto dell’epoca dell’imperatore Augusto, queste ville appartengono al cosiddetto "tipo disperso2, in contrapposizione al "tipo chiuso", costituite cioè da singole parti ben distinte fra loro, non delimitate da uno spazio rigidamente geometrico, ma con gruppi costruttivi esistenti di per sé, congiunti in base alla conformazione del terreno, con inevitabili spostamenti di asse.
Le villae della baia di Positano e sui galli attestano che la costiera amalfitana fu eletta a residenza estiva da ricchi romani, patrizi o danarosi liberti, anche se i lidi baiani e sorrentini godevano di maggiore celebrità. Le coste della Campania avevano già registrato, fin dai tempi repubblicani, residenze dedicate all’otium, ma la preferenza espressa dai primi imperatori Augusto e Tiberio per l’isola di Capri e quel gusto per la natura selvaggia e l’orrido, che le alte coste scoscese ai lati della baia di Positano esaudivano pienamente, dirottarono le scelte dei romani, tra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del I sec. d.C., verso questo tratto di costa. Le ville di Positano e dei Galli sono "un tipico esempio di come sono stati utilizzati in età claudia anche spazi più reconditi di una costa selvaggia senza rispetto addirittura per gli scigli che, secondo la leggenda, sarebbero serviti da dimora delle Sirene" (W. Johannowsky 1986, p. 19).

Illustrazione del sito:

Le isolette dei Li Galli sono state sempre considerate dagli studiosi dell'antichità classica sede delle mitiche Sirene e che già nell'antichità rientrassero in un circuito di frequentazioni è dimostrato dal fatto che sull'isola più grande, il Gallo Lungo appunto, sono stai individuati resti di una villa risalente al primo periodo dell'Impero. L'estensione dell'impianto era di circa 15,25 m X 66,50 m e, prima che fosse coperto dalle costruzioni moderne (l'isola è stata dimora del ballerino Massine e del coreografo russo Nureyev), appariva costituito da un terrazzo di cui sopravvivevano, al momento dello studio fatto dal Mingazzini, resti di muri di contenimento rivestiti, in alcune parti, da opera reticolata.
La villa vera e propria si ergeva al centro del terrazzo e sfruttava terrazzamenti artificiali come fondazioni dei numerosi ambienti, non tutti adibiti ad abitazioni, data la roccia affiorante in alcuni di essi. Anche verso E un gruppo di quattro ambienti, su due livelli, indipendenti dal corpo centrale, fu individuato e rilevato prima che fosse inglobato nelle costruzioni moderne. Interessante la sistemazione del giardino, come testimoniano resti di tre muri perpendicolari all'asse della villa: esso doveva essere caratterizzato da un sistema di terrazze e portici tale da circondare tutta la villa.
La necessità di avere a disposizione acqua dolce determinò la costruzione di una cisterna nella parte bassa dell'isola, rivestita da cocciopesto. A SO sette blocchi, posti a poca profondità, potrebbero essere i resti di un approdo.

Note:  

IMMAGINI DEL SITO

 

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