|
Illustrazione del sito: |
Il complesso conventuale
della Badia insiste su una villa rustica della prima età imperiale che
doveva avere una notevole estensione e doveva essere articolata in più
parti. Gli scavi archeologici effettuati nel corso del restauro della Chiesa
di S. Maria hanno messo in luce un piccolo edificio termale che era annesso
alla villa. La continuità d'uso della zona è documentata, inoltre, dalla
presenza di una necropoli alto medievale che ha in parte riutilizzato ed in
parte si è sovrapposta agli ambienti di età romana; un paio d'orecchini a
cestello d'oro e le forme della ceramica rinvenuta nei corredi datano la
necropoli tra il VI ed il VII sec. d.C.
Il complesso monumentale conserva intatta la planimetria con i diversi
ambienti e spazi scoperti funzionali alla vita del monastero; il corpo più
antico è costituito dalla Chiesa di S. Maria, ad unica navata con abside
poligonale e volta a crociera di impianto angioino, confermato anche da un
affresco raffigurante il giglio angioino conservato in una piccola finestra
tompagnata; recenti restauri hanno scoperto, su una parete, le tracce di un
affresco che consente di datare il primo impianto del luogo di culto tra il
X e l'XI sec. d.C. Allo stesso periodo risale la caratteristica sagoma della
torre campanaria, a pianta quadrata alta circa m. 15, che termina con un
elemento a cuspide aggiunto in un secondo momento.
Un piccolo gioiello di arte bizantina è la Chiesetta di S. Filadelfo, posta
in posizione decentrata rispetto all'intero complesso. L'impianto originale
doveva essere ad un un'unica navata con un'abside decentrata;
successivamente vi è stata aggiunta la seconda navata separata da un
diaframma costituito da quattro archi, poggianti su colonne. La navata più
antica, destinata ai monaci, conserva uno splendido ciclo di affreschi che
raccontano storie di Santi, con al centro la Vergine orante, che si
inseriscono perfettamente nel quadro della pittura bizantina del X-XI
secolo. Appartiene allo stesso arco cronologico la statua lignea del Santo
che costituisce uno dei rari esempi di scultura lignea bizantina rinvenuta
nel Cilento. |