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SCHEDA INFORMATIVA A CURA DI ARCHEMAIL

Comune: CAPACCIO PAESTUM (Sa)
Sito archeologico: Abitato greco-romano
Ubicazione: L'area archeologica è nel centro della località di Paestum
Ente di riferimento: Soprintendenza Archeologica di Salerno
Modalità di visita: Gli scavi sono aperti dalle 9 ad un'ora prima del tramonto e sono comunque chiusi il 1° gennaio, il 1° maggio ed il 25 dicembre. Il biglietto d'ingresso è di 4 euro per i soli scavi o di 6,50 euro per scavi e museo; i minorenni e gli ultrasessantacinquenni hanno l'ingresso gratuito mentre per chi ha un'età compresa fra 18 e 25 anni il biglietto d'ingresso è ridotto a metà prezzo.
Cenni storici:

Il territorio di Paestum è stato abitato fin dalla preistoria: tracce di frequentazione umana in età paleolitica e neolitica si sono riscontrate attraverso saggi di scavo nel recinto degli scavi. Un vero e proprio abitato sorse invece in epoca eneolitica nella zona del Gaudo (a circa 1,5 km. dagli scavi): qui infatti sono venute alla luce numerose tombe scavate nella roccia. Non si hanno invece dati sul periodo antecedente la fondazione della città greca. Secondo il geografo greco Strabone, nel corso del VI° sec. a.C. alcuni coloni greci stanziatisi precedentemente a Sibari, fondarono in questa zona un insediamento fortificato, allo scopo di estendere la loro influenza politica e commerciale sul Tirreno. Particolare importanza assunse la fondazione di un grosso santuario dedicato ad Hera Argiva, che sorgeva quasi alla foce del fiume Sele. Col tempo questo piccolo centro divenne una vera e propria colonia che venne chiamata Poseidonla (in onore di Poseidone, dio del mare). La città crebbe moltissimo: tra l'altro in questo periodo furono edificati i tre templi noti col nome di Basilica, Nettuno e Cerere. A questo periodo appartiene anche la stupenda pittura della Tomba del Tuffatore, unico esempio finora scoperto di affresco greco.
Verso la fine del V° sec. a.C. la città fu conquistata dai Lucani (Sanniti): fu un periodo in cui la città greca perse ogni indipendenza culturale e politica, era persino vietato parlare in greco.
Nel 273 a.C. la città venne conquistata dai Romani che ne dedussero una colonia col nome di Paestum. Durante il periodo romano vi fu una nuova fioritura nelle attività economiche e culturali: sorsero edifici pubblici come l'anfiteatro, il foro, il ginnasio. Col passare del tempo nuovi problemi sorsero per la città: a causa dello straripamento del fiume Salso, dovuto al disboscamento delle montagne per la costruzione di navigli, il territorio della colonia si rese sempre più paludoso ed insalubre. Questo fatto, unito inoltre all'apertura della Via Popilia, che tagliava Paestum fuori dai grossi traffici commerciali, determinò uno spopolamento della città, che alla fine si ridusse ad un piccolo centro, raccolto intorno al Tempio di Cerere.
Più tardi il Tempio di Cerere fu trasformato in chiesa cristiana, ed una piccola colonia di credenti rimase ad abitare la zona fino all'VIII° sec. d.C.

Sebbene dell'antica città non si fosse mai persa del tutto la memoria, Ia riscoperta avvenne grazie ai viaggiatori del '700 che visitarono Paestum, diffondendo in tutta Europa stampe e disegni dei grandi templi, rimasti miracolosamente in piedi. In particolare nel 1752 con la costruzione della Strada Statale verso il sud, iniziò un grosso lavoro di bonifica che restituì, in tutto l'antico splendore, i monumenti dell'antica città.

Illustrazione del sito:

Entrando negli scavi dal cancello lato Salerno, si ha subito la visione del cosiddetto Tempio di Cerere. Esso fu costruito intorno al 500 a.C. sul luogo di un tempietto più piccolo (di cui rimangono tracce delle fondazioni a sud est). Il tempio era in realtà dedicato alla dea Atena in quanto il nome attribuito al tempio è solo di fantasia. L'edificio è costruito secondo uno schema classico con sei colonne frontali e 13 laterali. Il frontone è molto più alto del solito con bel fregio dorico. La pianta interna è composta da un pronao (vestibolo) ad otto colonne ioniche e dalla cella, dove era custodita la statua di culto della divinità. Sul lato sud della cella vi sono i resti di tre tombe cristiane, testimonianza della trasformazione di questo edificio in chiesa cristiana. All'esterno del tempio, sul lato est, è l'altare dove si svolgevano i riti e i sacrifici alla presenza dei devoti: il tempio era infatti inaccessibile ai fedeli; nei pressi una è colonna rimessa in piedi in epoca moderna, ritenuta votiva.

Procedendo verso ovest si imbocca la strada pavimentata con basoli che attraversava la città da nord a sud: prende il nome di plateia. Ai lati sono resti di abitazioni. Poco più avanti, sulla sinistra, è una singolare costruzione racchiusa entro un recinto quadrato di blocchi di pietra. Si tratta probabilmente di un edificio di culto, ricoperto da un tetto a doppio spiovente. L'interno conteneva otto vasi di bronzo riempiti di miele ed un vaso attico a figure nere. Si pensa che questo edificio fosse dedicato al culto per una divinità sotterranea (una ninfa) dato che esso si trovava sottoterra; un'altra ipotesi ne fa un cenotafio, ossia la tomba simbolica del fondatore di Sibari (essendo i coloni di Paestum originari di Sibari); infine un'ultima ipotesi destina il monumento a culti politici, data la sua vicinanza con il centro politico della città, l'agorà.

Ad est di questo edificio di culto, è stato di recente scavato l'ekklesiastérion, ossia il luogo dove si radunava l'ekKlesia, l'assemblea. Costruito verso il 470 a.C, funzionò fino all'arrivo dei romani, i quali vi costruirono un santuario al di sopra. L'edificio è a pianta circolare con gradinate.

Proseguendo verso sud, al di là del portico con le colonne rimesse in piedi in epoca moderna, si trova l'anfiteatro, di cui è visibile solo la metà occidentale, mentre l'altra metà è coperta dalla strada moderna.
All'esterno si nota la struttura risalente ad una prima fase (1° sec. a.C.) ed il successivo rivestimento in laterizio (1° sec. d. C). Entrati nell'edificio attraverso una volta rifatta, si nota la forma ellittica dell'arena, tipica di questi edifici, con la cavea che conserva solo il primo ordine di gradinate. In genere l'anfiteatro sorgeva in un luogo periferico della città: questo fa pensare che in origine la zona dove ora sorge l'edificio fosse appunto periferica.

A poca distanza dall'anfiteatro è il comitium della città romana, a cui sono addossati sul lato nord gli ambienti della curia. Si tratta di un edificio a pianta circolare con gradinate rette da un muro esterno a pianta rettangolare; era il luogo destinato alle riunioni dell'assemblea per eleggere i magistrati.

Sul lato ovest è invece il podio di un tempio, il capitolium della città romana.
Il capitolium era il tempio più importante della città romana: esso infatti affacciava direttamente sul foro, il centro della città. E' un tempio colonnato su tre lati: i capitelli corinzi erano sormontati da un fregio dorico molto bello.

A sinistra del capitolium è un'area identificata come un ginnasio (palestra) con piscina, nel quale era possibile anche assistere a spettacoli sull'acqua. La piazza su cui affacciano comitium e capitolium è il foro, il centro politico e commerciale dell'età romana, su cui si aprivano gli edifici più importanti.
La piazza era larga m. 57 e lunga m. 150, circondata da un portico di ordine dorico, realizzato in età augustea.

Sul lato sud del foro si aprono a sinistra il macellum e a destra la basilica. Il primo era destinato a mercato (si pensi al Serapeo di Pozzuoli), con un grosso cortile con portico di marmo intorno al quale si aprivano numerose botteghe; la basilica invece era destinata a luogo di riunione per l'amministrazione della giustizia e per la trattazione di affari: si noti l'aula centrale scoperta con l'esedra di pietra, circondata per tre lati da corridoi coperti.

All'angolo sud ovest del foro è l'incrocio (compitum) fra la plateia nord-sud e quella est-ovest, che dal mare portava a porta Sirena, dove oggi c'è la stazione ferroviaria. La strada si arrestava all'altezza del foro in quanto l'accesso alla piazza era possibile solo a piedi. Seguendo la plateia verso il mare, si attraversano alcuni quartieri di abitazione, organizzati in isolati rettangolari. Fra le alte case ve n'è una (fra la prima e la seconda traversa a sinistra) con grande piscina di età imperiale. Ben conservate sono anche alcune case a nord del compitum, che presentano la caratteristica struttura delle domus di età romana. La casa romana classica seguiva questo schema: uno stretto corridoio di ingresso dalla strada conduceva ad un cortile centrale (atrium) coperto da un sofitto provveduto di un'apertura centrale (compluvium) attraverso la quale l'acqua piovana, venendo giù, si raccoglieva nell'impluvium defluendo poi in una cisterna. Intorno all'atrio si aprivano le stanze da letto (cubicola), mentre in fondo era il tablinum (stanza da pranzo). Alle spalle si apriva il peristilium, cortiletto circondato da eleganti colonne. L'aspetto della casa era simile a quello di una piccola fortezza.

Tornati all'incrocio si prosegue verso sud, dove si incontra l'area sacra delimıtata da un recinto. Il primo edificio che si incontra è il Tempio di Nettuno, dall'ordine dorico. L'edificio presenta 6 colonne sui lati corti e 14 sui lati lunghi; la cella è divisa in tre navate da due file di colonne che sopportano un ordine superiore di colonne più piccole che reggevano il tetto. La costruzione dell'edificio risale al V° sec. a.C. Il colonnato esterno è slanciato con leggero andamento convesso: quest'ultimo effetto serviva a correggere l'effetto ottico determinato dal fatto che una lunga linea orizzontale appare all'occhio umano, concava.

A poca distanza è la cosiddetta basilica, in realtà tempio dedicato ad Hera. E' il più antico dei tre templi di Paestum, essendo stata costruita intorno al 540 a.C. Presenta 9 colonne sulla fronte e 18 sui lati lunghi. All'interno la cella presenta una divisione centrale forse per ospitare due divinità, con un ambiente rettangolare sul fondo che era inaccessibile (stanza del tesoro del tempio).

Ad est dei templi sono gli altari, presso i quali si svolgevano i culti, ed una serie di tempietti ed altari minori che si estendevano fino al Foro.

La città di Paestum era cinta di mura, ancora oggi visibili, costruite in opera quadrata con blocchi di calcare messi l'uno sull'altro. Quattro erano le porte principali di accesso alla città: Porta Aurea, verso Salerno, Porta Sirena, verso est (stazione ferroviaria), Porta Giulia, verso Agropoli ed il Cilento, Porta Marina, verso il porto ed il mare. La fase più antica delle mura risale al V° sec. a.C. con rifacimenti nel IV° e III° sec. a.C.

Note:  

IMMAGINI DEL SITO

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