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Cenni storici: |
Il territorio di Paestum
è stato abitato fin dalla preistoria: tracce di frequentazione umana in età
paleolitica e neolitica si sono riscontrate attraverso saggi di scavo nel
recinto degli scavi. Un vero e proprio abitato sorse invece in epoca
eneolitica nella zona del Gaudo (a circa 1,5 km. dagli scavi): qui infatti
sono venute alla luce numerose tombe scavate nella roccia. Non si hanno
invece dati sul periodo antecedente la fondazione della città greca. Secondo
il geografo greco Strabone, nel corso del VI° sec. a.C. alcuni coloni greci
stanziatisi precedentemente a Sibari, fondarono in questa zona un
insediamento fortificato, allo scopo di estendere la loro influenza politica
e commerciale sul Tirreno. Particolare importanza assunse la fondazione di
un grosso santuario dedicato ad Hera Argiva, che sorgeva quasi alla foce del
fiume Sele. Col tempo questo piccolo centro divenne una vera e propria
colonia che venne chiamata Poseidonla (in onore di Poseidone, dio del mare).
La città crebbe moltissimo: tra l'altro in questo periodo furono edificati i
tre templi noti col nome di Basilica, Nettuno e Cerere. A questo periodo
appartiene anche la stupenda pittura della Tomba del Tuffatore, unico
esempio finora scoperto di affresco greco.
Verso la fine del V° sec. a.C. la città fu conquistata dai Lucani (Sanniti):
fu un periodo in cui la città greca perse ogni indipendenza culturale e
politica, era persino vietato parlare in greco.
Nel 273 a.C. la città venne conquistata dai Romani che ne dedussero una
colonia col nome di Paestum. Durante il periodo romano vi fu una nuova
fioritura nelle attività economiche e culturali: sorsero edifici pubblici
come l'anfiteatro, il foro, il ginnasio. Col passare del tempo nuovi
problemi sorsero per la città: a causa dello straripamento del fiume Salso,
dovuto al disboscamento delle montagne per la costruzione di navigli, il
territorio della colonia si rese sempre più paludoso ed insalubre. Questo
fatto, unito inoltre all'apertura della Via Popilia, che tagliava Paestum
fuori dai grossi traffici commerciali, determinò uno spopolamento della
città, che alla fine si ridusse ad un piccolo centro, raccolto intorno al
Tempio di Cerere.
Più tardi il Tempio di Cerere fu trasformato in chiesa cristiana, ed una
piccola colonia di credenti rimase ad abitare la zona fino all'VIII° sec.
d.C. Sebbene
dell'antica città non si fosse mai persa del tutto la memoria, Ia riscoperta
avvenne grazie ai viaggiatori del '700 che visitarono Paestum, diffondendo
in tutta Europa stampe e disegni dei grandi templi, rimasti miracolosamente
in piedi. In particolare nel 1752 con la costruzione della Strada Statale
verso il sud, iniziò un grosso lavoro di bonifica che restituì, in tutto
l'antico splendore, i monumenti dell'antica città. |
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Illustrazione del sito: |
Entrando negli scavi dal
cancello lato Salerno, si ha subito la visione del cosiddetto Tempio di
Cerere. Esso fu costruito intorno al 500 a.C. sul luogo di un tempietto più
piccolo (di cui rimangono tracce delle fondazioni a sud est). Il tempio era
in realtà dedicato alla dea Atena in quanto il nome attribuito al tempio è
solo di fantasia. L'edificio è costruito secondo uno schema classico con sei
colonne frontali e 13 laterali. Il frontone è molto più alto del solito con
bel fregio dorico. La pianta interna è composta da un pronao (vestibolo) ad
otto colonne ioniche e dalla cella, dove era custodita la statua di culto
della divinità. Sul lato sud della cella vi sono i resti di tre tombe
cristiane, testimonianza della trasformazione di questo edificio in chiesa
cristiana. All'esterno del tempio, sul lato est, è l'altare dove si
svolgevano i riti e i sacrifici alla presenza dei devoti: il tempio era
infatti inaccessibile ai fedeli; nei pressi una è colonna rimessa in piedi
in epoca moderna, ritenuta votiva.
Procedendo verso ovest si imbocca la strada pavimentata con basoli che
attraversava la città da nord a sud: prende il nome di plateia. Ai lati sono
resti di abitazioni. Poco più avanti, sulla sinistra, è una singolare
costruzione racchiusa entro un recinto quadrato di blocchi di pietra. Si
tratta probabilmente di un edificio di culto, ricoperto da un tetto a doppio
spiovente. L'interno conteneva otto vasi di bronzo riempiti di miele ed un
vaso attico a figure nere. Si pensa che questo edificio fosse dedicato al
culto per una divinità sotterranea (una ninfa) dato che esso si trovava
sottoterra; un'altra ipotesi ne fa un cenotafio, ossia la tomba simbolica
del fondatore di Sibari (essendo i coloni di Paestum originari di Sibari);
infine un'ultima ipotesi destina il monumento a culti politici, data la sua
vicinanza con il centro politico della città, l'agorà.
Ad est di questo edificio di culto, è stato di recente scavato l'ekklesiastérion,
ossia il luogo dove si radunava l'ekKlesia, l'assemblea. Costruito verso il
470 a.C, funzionò fino all'arrivo dei romani, i quali vi costruirono un
santuario al di sopra. L'edificio è a pianta circolare con gradinate.
Proseguendo verso sud, al di là del portico con le colonne rimesse in piedi
in epoca moderna, si trova l'anfiteatro, di cui è visibile solo la metà
occidentale, mentre l'altra metà è coperta dalla strada moderna.
All'esterno si nota la struttura risalente ad una prima fase (1° sec. a.C.)
ed il successivo rivestimento in laterizio (1° sec. d. C). Entrati
nell'edificio attraverso una volta rifatta, si nota la forma ellittica
dell'arena, tipica di questi edifici, con la cavea che conserva solo il
primo ordine di gradinate. In genere l'anfiteatro sorgeva in un luogo
periferico della città: questo fa pensare che in origine la zona dove ora
sorge l'edificio fosse appunto periferica.
A poca distanza dall'anfiteatro è il comitium della città romana, a cui sono
addossati sul lato nord gli ambienti della curia. Si tratta di un edificio a
pianta circolare con gradinate rette da un muro esterno a pianta
rettangolare; era il luogo destinato alle riunioni dell'assemblea per
eleggere i magistrati.
Sul lato ovest è invece il podio di un tempio, il capitolium della città
romana.
Il capitolium era il tempio più importante della città romana: esso infatti
affacciava direttamente sul foro, il centro della città. E' un tempio
colonnato su tre lati: i capitelli corinzi erano sormontati da un fregio
dorico molto bello.
A sinistra del capitolium è un'area identificata come un ginnasio (palestra)
con piscina, nel quale era possibile anche assistere a spettacoli
sull'acqua. La piazza su cui affacciano comitium e capitolium è il foro, il
centro politico e commerciale dell'età romana, su cui si aprivano gli
edifici più importanti.
La piazza era larga m. 57 e lunga m. 150, circondata da un portico di ordine dorico, realizzato in età augustea.
Sul lato sud del foro si aprono a sinistra il macellum e a destra la
basilica. Il primo era destinato a mercato (si pensi al Serapeo di Pozzuoli), con un
grosso cortile con portico di marmo intorno al quale si aprivano numerose
botteghe; la basilica invece era destinata a luogo di riunione per
l'amministrazione della giustizia e per la trattazione di affari: si noti
l'aula centrale scoperta con l'esedra di pietra, circondata per tre lati da
corridoi coperti.
All'angolo sud ovest del foro è l'incrocio (compitum) fra la plateia nord-sud e quella est-ovest, che dal mare portava a porta Sirena, dove oggi c'è
la stazione ferroviaria. La strada si arrestava all'altezza del foro in
quanto l'accesso alla piazza era possibile solo a piedi. Seguendo la plateia
verso il mare, si attraversano alcuni quartieri di abitazione, organizzati in
isolati rettangolari. Fra le alte case ve n'è una (fra la prima e la seconda
traversa a sinistra) con grande piscina di età imperiale. Ben conservate sono
anche alcune case a nord del compitum, che presentano la caratteristica
struttura delle domus di età romana. La casa romana classica seguiva questo
schema: uno stretto corridoio di ingresso dalla strada conduceva ad un
cortile centrale (atrium) coperto da un sofitto provveduto di un'apertura
centrale (compluvium) attraverso la quale l'acqua piovana, venendo giù, si
raccoglieva nell'impluvium defluendo poi in una cisterna. Intorno all'atrio
si aprivano le stanze da letto (cubicola), mentre in fondo era il tablinum
(stanza da pranzo). Alle spalle si apriva il peristilium, cortiletto circondato
da eleganti colonne. L'aspetto della casa era simile a quello di una piccola
fortezza.
Tornati all'incrocio si prosegue verso sud, dove si incontra l'area sacra
delimıtata da un recinto. Il primo edificio che si incontra è il Tempio di
Nettuno, dall'ordine dorico.
L'edificio presenta 6 colonne sui lati corti e 14 sui lati lunghi; la cella è
divisa in tre navate da due file di colonne che sopportano un ordine
superiore di colonne più piccole che reggevano il tetto. La costruzione dell'edificio
risale al V° sec. a.C. Il colonnato esterno è slanciato con leggero andamento
convesso: quest'ultimo effetto serviva a correggere l'effetto ottico
determinato dal fatto che una lunga linea orizzontale appare all'occhio
umano, concava.
A poca distanza è la cosiddetta basilica, in realtà tempio dedicato ad Hera.
E' il più antico dei tre templi di Paestum, essendo stata costruita intorno
al 540 a.C. Presenta 9 colonne sulla fronte e 18 sui lati lunghi.
All'interno la cella presenta una divisione centrale forse per ospitare due
divinità, con un ambiente rettangolare sul fondo che era inaccessibile
(stanza del tesoro del tempio).
Ad est dei templi sono gli altari, presso i quali si svolgevano i culti, ed
una serie di tempietti ed altari minori che si estendevano fino al Foro.
La città di Paestum era cinta di mura, ancora oggi visibili, costruite in
opera quadrata con blocchi di calcare messi l'uno sull'altro. Quattro erano
le porte principali di accesso alla città: Porta Aurea, verso Salerno, Porta
Sirena, verso est (stazione ferroviaria), Porta Giulia, verso Agropoli ed il
Cilento, Porta Marina, verso il porto ed il mare. La fase più antica delle
mura risale al V° sec. a.C. con rifacimenti nel IV° e III° sec. a.C. |