Torna alla pagina precedente

SCHEDA INFORMATIVA A CURA DI ARCHEMAIL

Comune: LAURINO (Sa)
Sito archeologico: Abitato protostorico
Ubicazione: Località Tempa San Giovanni
Ente di riferimento: Soprintendenza Archeologica di Salerno
Modalità di visita: Visibili liberamente
Cenni storici:

La raffigurazione, nello stemma municipale, di una pianta di alloro radicata sulla cima di una collina con ai due lati due leoni rampanti, indica le origini antichissime di Laurino, risalenti ai Sanniti Pentri in epoca pre-cristiana, che edificarono Laurino superiore ed inferiore (Piagge o Piaggine soprano e sottano), la Grancia di Fogna, Zadalampe e S. Maria di Vito.
L’epoca della fondazione è alquanto incerta, ma da quello che si sa sui Sanniti Pentri, venne fondata probabilmente nel III secolo a.C. (278 a.C.) nell’epoca geologica Terziaria.
Grazie alla sua posizione dominante sull’alta valle del Calore, alle pendici del Monte Cavallo, Laurino fu considerato da sempre un borgo fortezza, tanto da subire, dopo la dominazione romana, la conquista e l’influenza dei barbari e dei popoli confinanti.
Laurino fin dalle origini seguì le sorti di Roma, tanto nell’epoca repubblicana quanto in quella imperiale, e provò le vicissitudini dei vari popoli barbari che invasero la penisola. Con l’invasione dei barbari si introdusse nella società l’istituzione della feudalità.
In seguito fu resa fortezza ma di quegli anni restano pochi segnali, come resti di mura e torri; subì poi nel corso dei secoli varie trasformazioni, essendo stata terra di conquista da parte dei barbari prima e dei popoli vicini poi.

Illustrazione del sito: Immediatamente a Sud del paese, a Tempa S. Giovanni, si conservano le più antiche testimonianze di un primo insediamento stabile nel territorio risalente già all'età del Bronzo (XV-XIV sec. a.C.). L'insediamento, con capanne addossate ai gradoni della roccia affiorante, era cinto da un muretto a secco, rudimentale delimitazione dell'area insediativa. Il repertorio delle forme vascolari in argilla grezza, non depurata e scura in superficie, non si discosta da quello tipico della cultura appenninica così come le caratteristiche decorazioni con motivi a punteggio ed incisioni; l'industria della pietra è attestata con macine, lame e punte di freccia.
A poca distanza si trova la Grotta dei Fraulusi, un interessantissimo riparo lungo circa 70 metri il cui uso è stato esclusivamente funerario. La grotta, ben nota agli scavatori clandestini, è stata fortemente danneggiata e depredata e soltanto un ambiente ha conservato le deposizioni con i corredi.
Situazione attuale: Precaria

IMMAGINI DEL SITO

 

Torna alla pagina precedente

Non si assume alcuna responsabilità per eventuali difformità da quanto riportato in questa pagina