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SCHEDA INFORMATIVA A CURA DI ARCHEMAIL

Comune: EBOLI (Sa)
Sito archeologico: Villa romana
Ubicazione: Località Paterno
Ente di riferimento: Soprintendenza Archeologica di Salerno
Modalità di visita: Visibile in proprietà privata
Cenni storici:

Ai piedi dei monti Picentini, adagiato sulla piana del Sele, si estende fino alla costa tirrenica, il territorio di Eboli. Le prime presenze umane risalgono alla preistoria, numerosi sono infatti i reperti di manufatti risalenti all'eneolitica. Il primo nucleo abitato dell'antica Eburum, si formò sulla collina di Montedoro, dove ancora oggi sono visibili tratti di mura megalitiche. Con i romani, Eboli diventa un fiorente centro artigiano-commerciale a cui viene riconosciuto il titolo di Municipio, testimoniato dalla presenza della Stele Eburina.
Distrutta, Eburum, nel 410 d.C. da Alarico, ricostruita dai Saraceni, fu distrutta nuovamente e per tutto l'Alto Medioevo rimase solo un Vicus su Montedoro. Con i Longobardi, il centro della città si spostò nell'attuale centro storico, poi all'epoca dei Normanni e degli Svevi divenne feudo importante, passando da un Signore all'altro. Con gli Angioini e gli Aragonesi, Eboli visse un periodo di grande splendore, infatti il centro abitato si arricchì con case e palazzi di pregevole fattura. Questo clima di rinnovamento interessò il XVI secolo e continuò per tutto il XVIII nonostante le crisi demografiche ed economiche causate dalla peste e dal banditismo. Fino alla metà dell'800 Eboli, circondata da alte mura con torri e porte, racchiudeva in sè ricchi tesori. Gli eventi bellici del 1943, causarono distruzioni per l'80% del centro abitato. Il difficile momento fu superato con la parziale ricostruzione del centro storico e con la rinascita di una fiorente economia basata sull'agricoltura.

Illustrazione del sito: Visibile, anche se non in buono stato di conservazione, è la villa romana, databile al II-III sec. d.C., rinvenuta in località Paterno. Era costituita,nella prima fase, da grandi ambienti di cui rimangono resti di decorazioni delle pareti. In uno di questi ambienti fu ritrovata una grande stele di marmo raffigurante una testa di vecchio barbato, copia romana di un originale greco. A una seconda fase corrisponde la suddivisione degli ambienti in locali di minori dimensioni. Una moneta di bronzo di Costantino, rinvenuta a livello di pavimento, dimostra che l’edificio visse almeno fino all’età costantiniana.
Situazione attuale: Non valutabile

IMMAGINI DEL SITO

 

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